Tre vitigni e un vignaiolo

Tra Capriva del Friuli e Venezia
pubblicato il 16/11/2024

Da Roncùs, nel Collio goriziano, alle Vignole, in Laguna di Venezia. Il percorso di Marco Perco. Vignaiolo friulano verace alla terza generazione, da tempo ormai Marco ci permette, lavorando con umile costanza, senza strafare, di rinvenire finezza e equilibrio in ogni millesimo del suo Pinot Bianco, coerentemente con l’eleganza dell’omonimo vitigno internazionale che, all’evidenza, ha trovato ideali condizioni a Capriva, in collina (marne) e in pianura (terreno poco profondo e scheletro abbondante). Vigneti inerbiti a conduzione biologica, con vendemmia manuale a fine settembre. Breve macerazione di quattro ore, pigiatura, pulizia statica a freddo, fermentazione spontanea con lieviti indigeni a 22°, malolattica svolta completamente. Affinamento in botti di rovere da 20 hl. per un anno e poi in acciaio sui propri lieviti per 6 mesi. Il Pinot Bianco di Roncùs viene messo in bottiglia in primavera. Da ultimo, costante anche la Malvasia di Roncùs, senza strafare sempre, un bel vino, minerale, fragrante, con una lieve nota tannica al gusto, sentore di agrumi e di pepe bianco, dall’omonimo vitigno autoctono di Collio e Carso italo sloveno, dell’Istria. Vigneti sempre in collina e in pianura in quel di Capriva. Stesso metodo produttivo, stessa trasformazione del Pinot Bianco; differenti affinamento e imbottigliamento: in botti d’acciaio sui propri lieviti per 8 mesi, messa in bottiglia a maggio. Stregato da Venezia e dalla Dorona, antico vitigno coltivato su alcune isole della Laguna di Venezia e ritrovato, Marco Perco è ora impegnato, doppiamente, da qualche anno, sull’isola le Vignole, con i suoi soci (Francesco, Carlo, Antonio e Roberto) della Società Agricola Biniola (antico nome delle Vignole) e quale unico vignaiolo della compagine sociale, nel progetto di recupero dell’antica produzione vinicola tipica del comprensorio; primo step: UA D’ORO – Dorona 100 %, della quale le prime bottiglie, vendemmia del 2022, anche per la location di provenienza del vino, per l’etichetta splendida di Lele Vianello di Malamocco, già disegnatore di Corto Maltese, per il sapore particolare e unico (per il terreno – torba, sabbia per 50 cm., poi argilla con infiltrazioni di umidità salmastra – di dimora delle viti) che richiama la Laguna (già Strabone ne ricordava il sapore salmastro), hanno avuto enorme successo mediatico e d’assaggio. Stessi metodi produttivo e di trasformazione dei due bianchi Roncùs. Permanenza in botti di acciaio e cemento sui propri lieviti per 10 mesi. Messo in bottiglia nel luglio dell’anno successivo. Parte senza filtrazione (no filtrà), parte dopo filtrazione sterile. Alla degustazione del Dorona-Ua d’oro, annoto: La freschezza salmastra è protagonista assoluta fin dal primo sorso. Richiami di rosmarino, salvia e macchia mediterranea si susseguono in un crescendo armonico. Sorprende l’allungo in cui alla sapidità si affiancano morbidezza e potenza. La frutta a polpa bianca e una netta nota floreale ingentiliscono la beva che risulta estremamente appagante. Già compiuto, pronto, visto in prospettiva può senz’altro regalare emozioni proprie dei grandi vini. Abbinamento: con tutte le pietanze di laguna.