Storico Riserva

Il miglior Ambasciator Italico
pubblicato il 16/11/2024

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare, cantava così nel 1963 Piero Focaccia, dando vita a un tormentone estivo che ogni tanto ritorna anche a distanza di 60 anni. Potrebbe essere il titolo di questo articolo. Anche questa volta, anche questa estate io resto in Italia e, non contento, rimango nel Nord Est, ancora una volta. Il sigaro di cui voglio qui parlare è infatti prodotto dalla MOSI Moderno Opificio del Sigaro Italiano, con sede a Orsago, al confine tra Veneto e Friuli. Si tratta di un’azienda relativamente giovane; nasce nel 2013, ma sin da subito si distingue nella produzione di sigari dalla foggia italiana di precisa identità, distribuiti con successo con la denominazione Ambasciator Italico. Voglio farvi conoscere in particolare l’ultimo nato, l’Ambasciator Italico Storico Riserva, il miglior prodotto fino ad oggi realizzato dalla manifattura, il sogno e speriamo non il punto di arrivo del “blender”, o meglio del progettista (come ama definirsi lui) dell’azienda, Domenico Napoletano, figura storica che ha legato il proprio nome a tanti sigari italiani (ricordiamo quanto detto nel numero passato, il sigaro italiano si distingue immediatamente per la sua forma bitroncoconica e la sua costruzione unica). Qualche anno fa Domenico mi disse nel corso di una cena di avere un desiderio, quello di creare un sigaro forte, ma equilibrato. Non ricordo esattamente quanti anni siano passati da quel colloquio, ma penso che si riferisse proprio a questo sigaro, un manufatto dal formato generoso 175 mm di lunghezza, per 18 mm di larghezza, realizzato con Kentucky italiano sia per il ripieno che per la fascia. Ma facciamo parlare il sigaro ai nostri sensi. Devo essere onesto, non avevo ancora provato questo prodotto, anche se mi incuriosiva, un po’ per pigrizia, un po’ perché il caldo estivo porta con sé un pregiudizio ingeneroso verso il Kentucky. L’occasione si è però manifestata quando il 21 giugno scorso, in collaborazione con la tabaccheria Il Club del Tabacco, il nostro club, l’Udìn Cigar & Pipe Club, ha organizzato una degustazione presso un’azienda vitivinicola a Ramandolo, abbinando proprio questo sigaro ai loro prodotti ed è stata una piacevole sorpresa, che voglio con voi condividere. Alla vista il colore della fascia si presenta di un bel marrone tonaca di frate scuro, al naso si percepiscono il cuoio e il legno tipici del Kentucky, l’affumicatura è intensa, ma gradevole, un olfatto elegante e non invasivo. Il tiraggio è ottimo, aspetto mai scontato nei sigari fatti a mano. Lo accendo intero (la serata e i prodotti in degustazione meritano questo tempo), sin da subito è un sigaro che fa sentire la propria presenza al palato, è deciso, ma non invasivo, l’aroma tipico di cuoio lascia spazio alle note gentili di legni resinosi, di legno di cedro, caratteristica tipica dei sigari Ambasciator Italico. Il fumo è denso, ma non irrita, non pizzica, la fumata scorre lenta, ma senza esitazioni, la forza nicotinica è medio alta, però si regge bene, le note diventano più intense, il tipico aroma “balsamico” e di liquirizia che identifica “gli Italico” si presenta, ma non è invadente come accade in alcuni prodotti della gamma, anzi lascia spazio a una intensa e gradevole affumicatura creando un connubio egregiamente estatico. Un sigaro complesso, ricco di evoluzione (anche se per qualche estimatore è un’eresia dire che il Kentucky abbia una evoluzione), di forza medio alta, sicuramente non per tutto il giorno e non per tutti i giorni, è un sigaro che per le sue note balsamiche e resinose che ammorbidiscono la ruvidità del tabacco può essere fumato gradevolmente in estate, per un piacevole dopo cena, abbinandolo come vi consiglierò nelle righe a seguire… Serene Fumate!